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GIAMPAOLO RUGARLI

Giampaolo Rugarli è morto all'età di 82 anni nella sua casa di Olevano Romano. La Comunità olevanese porge commossa l'ultimo saluto all'illustre concittadino e partecipa al dolore dei familiari.

Giampaolo Rugarli è morto all'età di 82 anni (li avrebbe compiuti il 5 dicembre) nella sua casa di Olevano Romano, vicino a Roma, lo scrittore Giampaolo Rugarli,  vincitore del Premio Piero Chiara nel 1992 con il romanzo "Il punto di vista del mostro" e il Premio Mondello nel 2006 con "I giardini incantati". Era stato finalista al Premio Strega nel 1991 con "Andromeda e la notte". L'annuncio della scomparsa è stato dato dalla casa editrice Marsilio, che dal 1998 pubblicava i suoi libri e che nel marzo 2015 darà alle stampe l'inedito "Manuale di solitudine".

Nato a Napoli il 5 dicembre 1932, Rugarli si trasferì con la famiglia a Milano negli anni '40. Laureato in giurisprudenza, lavorò in una grande banca del nord dal 1955, la Cariplo, venedo trasferito a Roma per la sua attività nel 1967, divenendo poi direttore della sede romana dell'istituto nel 1972.

Rientrato a Milano, diventò capo dell'Esattoria Civica, ma la sua esperienza si concluse quando ravvisò gravi irregolarità da parte di un altro dirigente che segnalò all'Autorità competente. Dopo un periodo di punizione in una specie di reclusorio della banca (queste vicende sono state raccontate da Rugarli nell'introduzione del libro "Diario di un uomo a disagio" apparso da Mondadori nel 1990), Rugarli venne nominato capo dell'ufficio studi della Cariplo. In questa veste fondò con l'editore Laterza, e diresse, la "Rivista milanese di economia", con i contributi di Claudio Magris, Pietro Citati, Claudio Cesa, Mario Monti e altri importanti intellettuali ed economisti.

Alla fine del 1985, lasciò il lavoro in banca e cominciò a dedicarsi unicamente alle attività di scrittore ( che aveva condotto privatamente nei lustri precedenti), pubblicando oltre 20 opere, tradotte in più lingue. Il romanzo "Il superlativo assoluto" (Garzanti, 1987) ottenne il Premio Bagutta Opera Prima, un esordio avvenuto a 55 anni. Il suo libro più fortunato è considerato "La troga" (Adelphi, 1988), in cui raccontava l'Italia delle stragi, del terrorismo e delle logge segrete: al centro del giallo-nero c'era la figura di un potente avviato alla disfatta, l'onorevole Lauro Grato Sabbioneta, alias Aldo Moro.

Successivamente pubblica "Il punto di vista del mostro" (Mondadori, 1989), "Il nido di ghiaccio" (Mondadori, 1989), che ottiene il Premio Selezione Campiello e l'autobiografico "Diario di un uomo a disagio" (Mondadori, 1990). La sua vasta produzione prosegue con "L'orrore ch emi hai dato" (Marsilio, 1990), "Andromeda e la notte" (Rizzoli, 1990), che vince il Premio Capri ed è finalista al Premio Strega, "Una montagna australiana" (Mondadori, 1992), "Per i pesci non è un problema" (Anabasi, 1992), "Avventura di un abambola di pezza" (Giunti Editore, 1994), "L'infinito, forse" (Piemme, 1995).

Nel 1998 Rugarli comincia la sua lunga collaborazione con MArsilio con cui pubblica "Il manuale del romanziere" e "Una gardenia nei capelli" (Premio Domenico Rea, Premio Sirmione Catullo, Premio Ibla, Premio Un ponte per l'Europa, Premio Fenice Europa), "La Divina Elvira" (1999), che gli valse il Premio Il Molinello, "Il punto di vista del mostro" (2000), con cui vinse il Premio Chiara, "Ultime notizie dell'Acheronte. Immortalità dell'anima e tubo catodico" (2000), "La viaggiatrice del tram numero 4" (2001), "Olevano, la patria romantica.

"Una testimonianza" (2003), "La luna di Malcontenta" (2004), "I giardini incantati" (2005), "Il buio di notte" (2008), "Le galassie lontane" (2010), "Un bacio e l'oblio" (2011) e "Il battello smarrito" (2012).

Tratto dal quotidiano La Repubblica


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